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Otaku

Inviato Jun 27th 2007, 21:30 da Lestat de Lioncourt

Otaku Con il termine otaku (resta invariato al plurale) solitamente si indica un appassionato di manga ed anime. Il termine risulta una occidentalizzazione dal giapponese, da cui è derivato da un termine onorifico per la famiglia o la casata di altri (お宅, otaku), utilizzato anche come pronome onorifico. La forma dialettale moderna, che si distingue da quella più vecchia essendo scritta solo in hiragana (おたく) o katakana (オタク), comparve negli anni Ottanta; fu così coniata per la prima volta dall'umorista Akio Nakamori (中森明夫, Nakamori Akio) nel 1983 per la serie An investigation of otaku (おたくの研究, otaku no kenkyū), dove si osservava che questa forma del discorso non era usualmente comune tra i nerd. Entrò nell'uso generale intorno al 1989, e probabilmente la sua diffusione fu aiutata dalla pubblicazione, in quell'anno, sempre di Nakamori, di The age of M (Mの時代, M no jidai), dove l'autore applicava il termine a Tsutomu Miyazaki, serial killer giapponese da poco arrestato e che si scoprì essere ossessionato dagli hentai. Nel moderno slang giapponese un otaku è pertanto un fan ossessionato da un particolare tema, argomento od hobby in maniera eccessiva e poco salutare. Probabilmente gli usi più comuni sono: anime otaku (che, a volte, guardano per giorni di seguito gli anime, senza un momento di riposo) ed i manga otaku (a fan di fumetti giapponesi). Nella cultura giapponese ci sono molte altre varietà, come pasokon otaku (geek dei personal computer), gēmu otaku (giocatori di Videogiochi), e otaku che sono fan estremi di idol (giovani cantanti giapponesi pesantemente pubblicizzate). Ma la parola otaku può essere applicata letteralmente a qualunque cosa: ci possono essere Otaku della musica, delle arti marziali, della cucina, dei treni, eccetera... Un sottoinsieme degli Otaku sono gli Akiba-kei (アキバ系): uomini che trascorrono molto tempo nel quartiere di Akihabara in Tokyo e che sono ossessionati principalmente da anime, idol e videogiochi. Alle volte il termine viene usato per descrivere qualcosa pertinente alla sottocultura che, in Giappone, circonda gli anime, le idol ed i videogiochi. Questa sottocultura enfatizza certi servizi (vedi fanservice) ed ha un suo proprio sistema per giudicare gli anime, le simulazioni di appuntamenti e/o i videogiochi ed alcuni manga (spesso doujinshi). Questo sistema si basa sul livello di fanservice nell'opera valutata. Un altro criterio popolare - quanto è ideale la protagonista femminile dello spettacolo - si basa spesso sul livello di carinità stilizzata e su quanto è infantile il comportamento. La sottocultura internazionale è influenzata da quella giapponese, ma differisce in molte aree a seconda della locazione geografica. (Vedi anche Superflat, Moe, Hiroki Azuma) Poiché in Giappone gli anime non sono accettati così diffusamente come i manga, la sottocultura degli otaku ha una grande influenza sui produttori anime. Nei manga l'area in cui gli otaku tendono ad avere maggiore influenza sono le doujinshi. É interessante notare che la sottocultura degli otaku statunitensi, rispetto a quella giapponese, ha un'influenza maggiore sulla edizione dei manga (negli Stati Uniti), questo è dovuto al fatto che la maggior parte delle persone che leggono manga negli Stati Uniti hanno qualche legame con la sottocultura degli otaku, mentre in Giappone praticamente chiunque legge i manga. Mentre in Giappone il termine otaku ha forti connotazioni negative, in Inglese (ed in italiano) queste connotazioni differiscono da persona a persona. Alcuni fan lo considerano positivamente, altri negativamente. Parole giapponesi in prestito La sottocultura Otaku al di fuori del Giappone prende spesso parole in prestito dal giapponese. In certi casi l'uso da parte degli Otaku di frasi giapponesi in congiuzione con l'inglese crea un effetto simile all'Engrish. Questo "Engrish al contrario" può far assumere alle parole prese in prestito significati diversi dal loro uso giapponese originale (Vedi hentai, bishonen, e la discussione sull'origine di otaku più sopra). Poiché molte delle parole prese in prestito dagli otaku provengono da fonti come i bishōjo, i cui personaggi usano un vocabolario "femminile" questo ha l'effetto di far apparire alcuni fans come se parlassero come giovani donne (perlomeno agli occhi di un giapponese). Anime e manga sono due parole una volta riservate esclusivamente al vocabolario degli Otaku, ma che sono diventate comuni in Italiano.

Inviato Jul 6th 2007, 11:50 da Aerith91


Bella spiegazione! Ora mi è tutto + kiaro =P